Parrot FlyPad

Ho acquistato un controller Parrot FlyPad che mi è arrivato ieri. Per chi non lo sapesse si tratta di un piccolo controller che si collega via Blutooth al telefono e che permette di pilotare il Bebop con l’applicazione FreeFlight Pro (e forse con altre di terze parti). Oggi ho avuto la possibilità di provarlo brevemente col mio Bebop utilizzando come telecomando uno smartphone Apple iPhone 6s. Sono rimasto piacevolmente sorpreso dalla fluidità dei movimenti imposti dai joystick, dalla leggerezza e dall’ergonomia di questo piccolo accessorio. Per quanto riguarda l’esperienza di pilotaggio non siamo certo ai livelli dello SkyController, ma è senz’altro molto meglio che pilotare il Bebop con lo schermo touch. È comunque bene sottolineare il fatto che, a differenza di quanto fa quest’ultimo, il FlyPad non si connette direttamente al drone, ma lascia che la connessione venga stabilita dallo smartphone quindi la portata resta praticamente identica a quella ottenibile col solo telefono. L’alloggiamento per lo smartphone ha agganciato perfettamente il mio iPhone 6s, ma si estende al massimo per 85 millimetri e questi costituiscono il limite di larghezza del dispositivo utilizzabile. Oltre al pulsante di accensione e ai due joystick sono presenti cinque pulsanti nella parte superiore e quattro in quella anteriore, tutti assegnabili a diverse funzioni attraverso l’app di volo. La batteria del FlyPad viene ricaricata mediante un cavo USB.

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Parrot FlyPad

Accoppiare lo SkyController al Bebop

Ultimamente mi è capitato di leggere le difficoltà di alcuni utenti ad eseguire questa operazione di base per poter utilizzare profiquamente lo SkyController classico o Black Edition a un Bebop o a un Bebop 2.

Ricordo che da un punto di vista della connessione lo SkyController si comporta un po’ come ripetitore di segnale: da un lato si deve connettere alla rete Wi-Fi creata dal Bebop mentre dall’altro crea una propria rete Wi-Fi a cui si accederà con uno smartphone o un tablet.

Siccome il Bebop può essere pilotato anche con il solo smartphone/tablet alcuni si sono lasciati confondere e tentano, invano, di far accedere sia lo SkyController che il tablet alla stessa rete del Bebop. Questa procedura non è corretta e non può funzionare.

Per prima cosa vi consiglio di iniziare accendendo lo SkyController mentre il Bebop verrà lasciato spento. Una volta che lo SkyController si sarà avviato il segnalatore LED in basso a sinistra mostrerà una sola luce rossa accesa. A questo punto entrate con il vostro smatphone o tablet nell’elenco delle reti, cercate quella dello SkyController e connettetevi. Può capitare che lo SkyController abbia creato una rete Wi-Fi nella banda a 5 GHz e che il vostro dispositivo non sia in grado di accedervi; in questo caso mantenete premuti i tasti REC e EMERGENCY sullo SkyController per cinque secondi fino a notare un lampeggio dei LED: questa procedura vi permetterà di riportare la rete Wi-Fi dello SkyController sulla banda dei 2.4 GHz.

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Lo SkyController agisce come punto d’accesso, ma non fornisce connettività ad internet, per questo motivo eventuali messaggi che vi avvisano della mancanza di internet sono assolutamente normali.

A questo punto accendete il Bebop ed avviate FreeFlight Pro. Se già in precedenza avrete connesso questo SkyController a questo Bebop probabilmente si connetterà automaticamente, altrimenti toccate il tasto CONNECT e vedrete apparire le reti Wi-Fi presenti nel raggio d’azione dello SkyController.

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Selezionate la rete del vostro Bebop e, se avevate attivato la crittografia WPA2 sul drone, inserite la password quando vi verrà richiesto.

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A questo punto il Bebop si connetterà allo SkyController e vedrete apparire le immagini della sua telecamera nel riquadro di volo (FLY & FILM).

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Da questo momento in poi lo SkyController sarà accoppiato al Bebop e vi si connetterà automaticamente a meno che ne cambierete il nome (in quel caso la procedura descritta andrà eseguita nuovamente). Se si vola con lo SkyController io consiglio di dissociare il Bebop dal dispositivo di controllo ed anche da ogni altro dispositivo che sia con voi durante il volo (ad esempio dallo smartphone che avete in tasca) per evitare che questo tenti di connettersi al drone in automatico.

Accoppiare lo SkyController al Bebop

Zaino Parrot per i Bebop

Ho acquistato lo zaino Parrot per trasportare il Bebop o il Bebop 2 e lo SkyController classico. Mi è arrivato oggi e mi è subito piaciuto molto: ci sta veramente tutto quello che serve per volare e divertirsi ed è relativamente leggero e comodo da indossare.

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Questo è il link all’articolo sul sito di Parrot:
Zaino Parrot BEBOP DRONE e Parrot BEBOP 2

Esiste anche la possibilità di attaccare il Bebop all’esterno dello zaino, per brevi spostamenti o perché se ne ha un secondo.

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Zaino Parrot per i Bebop

Bebop Frankenstein

Il mio ultimo Bebop ha avuto un problema durante un aggiornamento del firmware ed è diventato inutilizzabile (luce rossa lampeggiante all’accensione e drone bloccato). Visto che è ancora in garanzia mi è stato proposto da Amazon il rimborso e ne ho approfittato per ordinare subito un Bebop 2 che aspetto per i prossimi giorni.

Uno dei motivi per cui fino ad oggi sono rimasto fedele al vecchio modello era il fatto che avevo in giro diverse batterie e numerosi pezzi di ricambio. Ho conservato anche un esemplare che ho mandato a schiantarsi dopo una collisione con un albero e che era davvero malmesso. Ora che mi sono trovato privo di droni ho provato a riparare questo rottame sia utilizzando dei pezzi di ricambio (ho sostutuito la croce, due motori e la ventola di raffreddamento) sia un po’ di colla e qualche pezzo di nastro adesivo telato (Jamie Hyneman e Adam Savage sarebbero fieri di me).

Il risultato non è esteticamente ineccepibile, ma vola apparentemente senza problemi.

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Bebop Frankenstein

Follow-Me

Ieri Parrot ha rilasciato la versione 4.1.14 di FreeFlight Pro nella quale ha reso disponibile come acquisto in-app la funzione Follow-Me.

Purtroppo questa caratteristica è disponibile solo per il Bebop 2 e quindi io non la posso provare visto che posseggo il vecchio Bebop. Sulla carta è molto più interessante della funzione Follow-Me contenuta in alcuni software indipendenti in quanto non si limita all’utilizzo della localizzazione GPS ma sfrutta anche il riconoscimento dell’immagine per seguire il soggetto inquadrato.

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