Calibrare i joystick dello SkyController

La versione 1.3.8 del firmware dello SkyController permette di ricalibrare i joystick. Questa operazione può rendersi necessaria se il Bebop, quando è pilotato con lo SkyController, tende a spostarsi in una direzione oppure a salire o a scendere. In pratica si tratta di far apprendere al software quale è la posizione “a riposo” dei due joystick.

La procedura è piuttosto semplice ma, lo ripeto, per funzionare è necessario che il firmware dello SkyController sia aggiornato almeno alla versione 1.3.8.

Sul vostro PC create un file di testo vuoto (il programma “Blocco Note” va benissimo per farlo oppure “TextEdit” se usate un Mac) e salvatelo con il nome calibrate_me.txt su una chiavetta USB formattata FAT32. Se avete impostato il vostro sistema operativo per nascondere le estensioni dei file il nome visualizzato potrebbe essere semplicemente “calibrate_me”, per essere certi del nome completo esaminatene le proprietà.

Inserite la chiavetta con questo file nella porta USB dello SkyController ed accendetelo. Durante questa fase non toccate assolutamente i due joystick, ma lasciateli bensì in posizione centrale. Una volta che lo SkyController si sarà avviato e si sarà connesso al Bebop la calibrazione avrà avuto successo. Ora potete spegnere lo SkyController, estrarne la chiavetta USB e riaccenderlo.

Nel breve filmato che segue potete vedere come ho testato questa nuova funzionalità: in pratica dapprima ho volutamente scalibrato lo SkyController per provocare un difetto e poi l’ho ricalibrato per eliminarlo.

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Calibrare i joystick dello SkyController

Aggiornare il firmware dello SkyController

È di queste ore il rilascio di una nuova versione del firmware dello SkyController. Ne voglio approfittare per riepilogare brevemente la procedura di aggiornamento.

Per prima cosa si deve andare sul sito di Parrot, cliccare su Supporto quindi sull’immagine dello SkyController. Ora si deve cliccare su Aggiornamento e quindi sul pulsante Scaricare.

Un file denominato nap_update.plf verrà salvato sul vostro PC. Procuratevi una chiavetta USB e formattatela in FAT32, quindi copiateci il file nap_update.plf appena scaricato ed inseritela nella porta USB dello SkyController mentre questo è spento.

Se lo desiderate collegate attraverso un cavo HDMI lo SkyController al vostro televisore per verificare l’andamento dell’aggiornamento che grossomodo si svolgerà secondo la seguente timeline:

  • 00:00 Avviate lo SkyController con la levetta di accensione.
  • 00:13 Si accendono i LED dello SkyController ed iniziano a lampeggiare in sequenza.
  • 00:29 Tutti i LED si spengono.
  • 00:36 Si accende il primo LED bianco a sinistra e contemporaneamente sulla TV appare il messaggio “Searching for update file”.
  • 00:52 Si accende il secondo LED bianco a sinistra e sulla TV appare la scritta “found” ed una barra di scorrimento con la scritta “Checking file”.
  • 01:09 Si accende il terzo LED bianco a sinistra e sulla TV la barra di scorrimento “Checking file” arriva alla fine ed appare una nuova barra di scorrimento intitolata “Update in progress, please wait”. Durante l’aggiornamento si accendono progressivamente i LED bianchi sulla destra.
  • 02:01 Si accende il quarto LED bianco a sinistra e sulla TV appare la scritta “Update done. Rebooting”.
  • 02:08 Lo skyController si riavvia, tutti i LED si spengono e l’immagine sulla TV scompare.
  • 02:20 Si accendono i LED dello SkyController ed iniziano a lampeggiare in sequenza.
  • 03:14 Tutti i LED dello SkyController si accendono e sulla TV appare la schermata di Android.
  • 03:32 Sullo SkyController si attiva l’indicatore della batteria e sulla TV appare la schermata iniziale di FreeFlight.

A questo punto lo SkyController è aggiornato. È possibile spegnerlo, togliere la chiavetta USB e scollegarlo dalla TV.

Aggiornare il firmware dello SkyController

Test dei motori del Bebop

NB: Questa procedura non funziona più con le versioni 2.X.X del firmware del Bebop.

In qualche occasione può essere utile verificare il funzionamento dei motori del Bebop senza farlo volare. Ad esempio se abbiamo il dubbio che uno dei motori possa essere difettoso questa procedura può essere molto utile in quanto tentare semplicemente un “Take Off” senza le eliche provoca dopo pochi secondi un errore 3 (arresto automatico di sucurezza) probabilmente per evitare un surriscaldamento dei motori.

Attraverso un comando TELNET è invece possibile avviare i motori a bassa velocità senza rischio.

Attenzione! Come tutti i comandi TELNET anche quelli descritti qui sono riservati ad utenti che abbiano un minimo di conoscenze informatiche.

  • Accendete il Bebop e collegatevi alla sua rete WiFi
  • Con un client TELNET connettetevi al Bebop attraverso l’indirizzo 192.168.42.1
  • Digitate usr/bin/check_motors seguito da ENTER
  • Dopo tre secondi i motori del Bebop si avvieranno a 3000 giri al minuto
  • Potete digitare + oppure per aumentare o diminuire la velocità dei motori (non superate i 4500 giri al minuto se avete le eliche montate) seguito da * per applicare la modifica a tutti i motori, oppure seguito da 1, 2, 3 o 4 per applicarla ad un motore specifico
  • Potete digitare 0 per impostare la velocità minima (3000 giri al minuto), seguito come al solito da * o dal numero del motore desiderato
  • Per fermare tutti i motori ed interrompere il test dovrete digitare s

Durante il test sono sempre attivi i controlli di sicurezza del firmware. Ad esempio i motori si fermeranno se bloccherete un’elica oppure se capovolgerete il Bebop o ancora se uno dei fili dovesse disconnettersi. Se accadesse questo dovrete digitare s per uscire dal test.

Test dei motori del Bebop

Abbinare un Bebop ad uno SkyController

Quando si acquista lo SkyController in bundle con il Bebop l’abbinamento tra il drone ed il suo telecomando viene effettuato in fabbrica. Da alcune settimane è però possibile acquistare lo SkyController come accessorio separato oppure, come nel mio caso, si possono avere due Bebop che si desidera controllare con lo stesso SkyController (uno alla volta, ovviamente). In questi casi è necessario procedere noi stessi all’abbinamento del Bebop con lo SkyController.

L’operazione è piuttosto semplice. Per prima cosa si devono accendere il tablet/smartphone, lo SkyController ed il Bebop. Con il tablet/smartphone ci si deve collegare alla rete WiFi dello SkyController (non a quella del Bebop) e si deve avviare FreeFlight 3.

Una volta nell’app si deve toccare “Wi-Fi Manager” per ottenere l’elenco delle reti WiFi ricevute.

A questo punto basta toccare la rete del Bebop che si desidera abbinare al nostro SkyController.

Ora bisogna toccare “Connetti”.

Dopo pochi secondi in cui si vedrà la scritta “Connessione in corso…” il Bebop si abbinerà allo SkyController.

Ora è possibile toccare “OK” e tornare alla finestra di volo. In seguito non dovrebbe essere più necessario abbinare questo Bebop in quanto questo resterà nella memoria dello SkyController.

Abbinare un Bebop ad uno SkyController

Leggenda metropolitana #3

A volte i filmati ripresi dal drone presentano una caratteristica vibrazione che si sente spesso chiamare “effetto jello” a volte tradotto come “effetto gelatina” (anche se “gelatina” in effetti si tradurrebbe “jelly”. Probabilmente “jello” viene da “Jell-O”, una marca di gelatine alla frutta molto nota negli Stati Uniti).

Mi è capitato di sentire che questo difetto nelle riprese del bebop potrebbe essere causato dal fatto che qualche cosa si è depositato sulla lente della videocamera e che il processo di stabilizzazione delle immagini venisse confuso e quindi compensasse male provocando il jello.

Un’altra spiegazione che si sente spesso è che un problema agli ammortizzatori o una vite non ben serrata potrebbero trasmettere alla videocamera una vibrazione eccessiva e che non sarebbe compensata dalla stabilizzazione software.

Ho voluto fare una verifica sperimentale simulando le due condizioni sopra descritte. Per simulare un graffio o un oggetto appiccicato alla lente ho fissato con un elastico due fili elettrici che si incrociavano proprio davanti all’obiettivo della fotocamera del Bebop.

Per simulare un problema agli ammortizzatori ho messo due stuzzicadenti tra gli ammortizzatori e le viti che li bloccano. In questo modo le vibrazioni dei motori del drone vengono almeno parzialmente trasferite alla parte superiore del Bebop dove c’è la videocamera.

Ho voluto provare ad aumentare il tremolio legando il muso del bebop alle braccia anteriori. In questo modo buona parte delle vibrazioni della croce raggiungono la videocamera.

Come ultima verifica ho effettuato un breve volo senza il GPS agganciato, come suggeritomi da un utente di Facebook.

Ho raccolto quanto ripreso in queste condizioni nel breve video che segue, insieme ad una ripresa senza modifiche per il confronto.

Visualizzando i filmati noterete come un oggetto davanti all’obiettivo non diminuisce per niente la capacità stabilizzatrice del software del Bebop e l’effetto jello non appare. Questo probabilmente accade perché il Bebop non stabilizza l’immagine in modo convenzionale (ovvero analizzando i vari fotogrammi e cercando di comprendere come il drone si è mosso), ma utilizza i dati degli accelerometri di bordo per determinare la posizione del drone e di conseguenza per applicare la stabilizzazione.

Viceversa aumentare le vibrazioni che giungono alla videocamera produce un evidente degrado della qualità delle riprese provocando delle vibrazioni ben visibili, soprattutto nel secondo caso.

Il fatto che il GPS sia agganciato o meno invece non modifica in alcun modo la qualità della stabilizzazione delle immagini.

Leggenda metropolitana #3

Le novità di FreeFlight 3.5.9

Il 15 giugno Parrot ha rilasciato la versione 3.5.9 di FreeFlight per iOS. Questo aggiornamento arriva a pochi giorni di distanza dalla nuova versione del firmware dello SkyController e serve soprattutto ad implementare le nuove funzioni di quest’ultimo.

Una prima novità, non so se definirla un passo avanti o un passo indietro, è che ora quando si entra nella schermata di volo l’orientamento dell’immagine passa alla modalità “normal landscape” a prescindere da come è orientato l’iPad o l’iPhone (la modalità “normal landscape” si ha afferrando il device in orizzontale e tenendo il tasto “home” sulla destra).

Per prima cosa ho voluto provare a connettere il Bebop direttamente all’iPad ed ho subito notato che quella che per me è una grossa lacuna non è ancora stata colmata:

Continua difatti a mancare un’indicazione della robustezza del segnale WiFi e questo a parer mio è un grosso limite che rende l’uso del Bebop con il solo iPad/iPhone potenzialmente rischioso. Un’altra cosa che manca è il “radar”, una nuova funzione aggiunta allo SkyController. È pur vero che con la limitata portata del WiFi senza SkyController è davvero molto difficile perdere di vista il Bebop.

Quando invece si usa lo SkyController il “radar” appare in basso a sinistra. Il cerchio indica la distanza massima impostata nelle preferenze (vedi più avanti questa ulteriore novità). All’interno del cerchio è rappresentata la posizione del Bebop rispetto allo SkyController. Lo spicchio colorato in azzurro rappresenta l’area di massima ricezione del segnale.

Se il Bebop esce dallo spicchio azzurro un indicatore rosso appare sullo schermo consigliandoci di puntare meglio l’antenna dello SkyController (in questo caso ad esempio dovremmo puntare più a sinistra).

Oltre al “radar” con lo SkyController è apparso un nuovo pulsante in alto a destra con raffigurate due mani che tengono un tablet: si tratta del pulsante del copilota. Pigando questo pulsante l’iPad prende il controllo del drone (e difatti appaiono i comando come quando lo si usa senza SkyController) e l’icona del medesimo pulsante diventa una rappresentazione stilizzata dello SkyController. Pigiando questo pulsante il controllo torna allo SkyController.

Da quanto ho capito (vedrò più in là con delle prove pratiche) questa funzione passa completamente il controllo da un device all’altro ed è stata implementata per rispettare le disposizioni legislative di alcuni paesi. Ad esempio in Svizzera il volo FPV può essere effettuato solo con un copilota in grado di prendere in qualunque momento il controllo del drone.

Sempre se si usa lo SkyController è possibile ora impostarsi a piacimento i comandi, ma solo spostando quelli già presenti su questo controller: le figure acrobatiche ad esempio continuano a non essere presenti e se le si volesse eseguire sarà come al solito eseguire un doppio tap sullo schermo dell’iPad/iPhone.

Interessante è anche la possibilità di modificare la curva di risposta dei joystick di comando:

Diverse altre pagine nei menu di impotsazione sono state modificate. Ad esempio ora la prima pagina indica se il GPS è agganciato e se il magnetometro è stato calibrato.

Solo se queste due condizioni sono vere viene resa disponibile la funzione Return To Home.

Ora è possibile calibrare il magnetometro dello SkyController. Questa calibrazione è necessaria per la funzione “radar” in quanto il software ha bisogno di sapere in che direzione è orientato il telecomando.

NB: ho letto da alcuni piloti di Bebop su Facebook che ora è necessario calibrare lo SkyController prima di ogni volo. Dalle mie prove questo fatto non risulta essere vero in quanto la calibrazione del magnetometro dello SkyController viene conservata in memoria al pari di quella del magnetometro del Bebop.

Una novità a mio parere interessante è la possibilità di impostare un limite alla distanza tra il pilota ed il Bebop. Se durante il volo il Bebop si allontana oltre il limite prefissato l’indicatore della distanza diventa rosso e si ode un segnale acustico di allarme.

A proposito di segnali acustici: finalmente Parrot ha fatto in modo che i segnali di allarme (batteria in esaurimento ed il nuovo allarme di distanza eccesiva) vengano riprodotti dall’iPad oltre che dallo SkyController. Il volume di quest’ultimo è difatti molto flebile e spesso mi è capitato di non sentire l’allarme suonare.

Nelle impostazioni di registrazione è apparsa la voce “Antiflickering mode” che sembra avere tre impostazioni possibili: “auto”, “50 Hz” e “60 Hz”. Tutti questi condizionali dipendono dal fatto che io non sono in alcun modo riuscito ad attivare questa opzione.

Senza una prova pratica non posso avere certezze, ma di solito in altre videocamere questa funzione permette di minimizzare lo sfarfallio che può presentarsi in filmati realizzati con illuminazione artificiale (specialmente con lampade ad incandescenza o tubi fluorescenti). La funzione andrebbe impostata a 50 o a 60 Hz a seconda della frequenza della rete elettrica (50 Hz in Europa e 60 Hz in America, per capirci). Come detto però a me sembra che questa funzione per ora non sia attivabile.

Un’altra novità è la visualizzazione dello spazio libero negli 8 Gbyte di memoria interna del Bebop.

Alcune novità riguardano la “Drone Academy”. Ora nei dettagli di un volo si possono vedere in un’unica schermata il percorso sulla mappa, il resoconto del volo ed i grafici.

Ai grafici è stata aggiunta la percentuale di carica della batteria (dal 100% in alto allo 0% in basso).

Un’altra novità è che ora è possibile determinare se per impostazione predefinita i nuovi voli verranno registrati nella “Drone Academy” come pubblici o privati (prima erano sempre pubblici ed andavano resi privati in seguito se lo si desiderava).

Per modificare questa impostazione si deve andare in “Drone Academy”, toccare “Profilo” quindi l’ingranaggio in alto a destra. Scegliere quindi “Modifica” e scorrere fino alla penultima pagina. Per confermare le modifiche occorre toccare “Salva”.

L’ultima cosa che ho notato è che ora è disponibile nelle impostazioni di FreeFlight una pagina con i dettagli sull’ultimo drone connesso. Alcuni hanno subito notato la presenza delle coordinate GPS sperando che queste potessero servire a ritrovare il Bebop se andasse perso. Personalmente ho qualche dubbio, ma mi riprometto di fare degli esperimenti in seguito.

Ad ogni buon conto se si utilizza l’iPad o l’iPhone con lo SkyController i dati rilevati sono quelli di quest’ultimo e le coordinate GPS non sono presenti.

Le novità di FreeFlight 3.5.9

Leggenda metropolitana #2

Si dice in giro che il GPS venga disabilitato quando sul Bebop non è impostata la modalità “Esterno”. Verificare come questo non fosse vero è stato semplice e veloce: ho spento la voce “Esterno” nelle impostazioni di rete, ho portato il drone all’aperto ed ho atteso. Dopo un minuto circa l’icona GPS è passata da arancio a verde ad indicare che i satelliti di geolocalizzazione erano stati agganciati regolarmente. Un altro mito sfatato.

Leggenda metropolitana #2