Decollo ed atterraggio in mano

Oggi ho voluto provare a far decollare il Bebop non da terra, ma tenendolo in mano. In modo analogo ho voluto capire se era possibile afferrare il drone anziché farlo atterrare come di consueto. Lo scopo di queste strane prove è trovare il modo per iniziare e terminare il volo su un terreno talmente dissestato da impedirmi di farlo normalmente. Avevo visto diversi video, anche sul sito di Parrot, mostrare il decollo dalla mano del pilota ma non avevo mai visto un atterraggio.

Decollare non è difficile: si tiene il Bebop delicatamente con la punta delle dita della mano sinistra (pollice, indice e medio) afferrandolo per la parte inferiore. Non si devono toccare i bracci del drone ed ovviamente si deve stare alla larga dalle eliche. Si solleva il braccio fin sopra alla testa e si pigia il tasto di decollo: le eliche si mettono in moto e quando dopo un  istante si sente il Bebop tirare verso l’alto lo si lascia. Il drone si solleva e nei primi secondi di volo può essere confuso dai movimenti della mano sotto di lui, quindi conviene allontanarsi di un passo. Prima del decollo sarebbe opportuno impostare l’assetto piatto mantenendo il Bebop in posizione il più possibile orizzontale e pigiando l’apposito tasto in FreeFlight 3.

L’atterraggio è un po’ più complesso e bisogna fare molta attenzione. Si deve mantenere il Bebop in hoovering un po’ più alto della nostra testa, davanti a noi e spostato leggermente di lato in modo che sia possibile afferrarlo con la mano sinistra. Conviene restare dietro al drone, in modo che le eventuali piccole correzioni alla sua posizione (da effettuare sullo stick dello SkyController con la mano destra) siano più naturali. Bisogna avvicinare la mano al drone da sotto per afferrarlo, come nel decollo, delicatamente con tre dita. Ovviamente nel fare questo si deve stare alla larga dalle eliche. Una certa difficoltà stà nel fatto che quando la telecamera inferiore del Bebop vede la mano che arriva da dietro il drone tende a sfuggire in avanti. Un leggero movimento all’indietro dello stick di controllo è sufficiente a compensare questo spostamento e ad impedire al Bebop di scappare via. Una volta afferrato il drone bisogna premere immediatamente l’arresto di emergenza per fermare i motori (non si deve dare il comando “Landing”).

Decollo ed atterraggio in mano

Possibile bug in FreeFlight 3.3.4 per iOS

Mi sono accorto di un possibile bug nella versione 3.3.4 di FreeFlight 3 per iOS. Quando l’applicazione viene utilizzata con iPhone o con un iPad dotato di scheda 3G (e quindi anche di ricevitore GPS) nella parte inferiore sinistra appaiono la velocità del Bebop, la sua quota e la distanza tra il drone ed il pilota.

Viceversa usando un iPad senza 3G il valore della distanza è invece sempre indicato con un punto di domanda.

Un gentile lettore di questo blog mi ha fatto giustamente notare che questo comportamento è ovvio dato che per conoscere la distanza tra il Bebop ed il pilota è necessario che siano disponibili i dati GPS sia sul drone che sul dispositivo di controllo. Il fatto è che il punto di domanda appare anche quando l’iPad viene utilizzato accoppiato allo SkyController, il quale dispone di un proprio ricevitore GPS e quindi sarebbe perfettamente in grado di calcolare la distanza tra il pilota ed il Bebop. A conferma di questo fatto ho potuto verificare che se si visualizza direttamente l’immagine dello SkyController attraverso la sua uscita HDMI la distanza viene visualizzata correttamente. A questo punto devo ammettere che non si tratta di un bug in senso stretto, ma piuttosto di una feature mancante, che però potrebbe essere facilmente implementata.

Possibile bug in FreeFlight 3.3.4 per iOS

Molto deluso dall’assistenza Parrot

Come ho già scritto in questo stesso blog il 13 febbraio il mio Bebop rosso è precipitato a causa di un improvviso guasto ad un motore. Il drone avevo poco più di un mese di vita ed aveva accumulato meno di tre ore e mezzo di volo. Ritenendo si trattasse di un guasto dovuto ad un difetto di fabbricazione mi sono rivolto al servizio di assistenza post vendita di Parrot che mi ha subito confermato che il drone mi sarebbe stato sostituito in garanzia.

Oggi, ad un mese esatto dal guasto, mi sono stancato di tenere il Bebop chiuso in una scatola in attesa che un fantomatico corriere venisse a ritirarlo e l’ho riparato sostituendo a mie spese il motore.

La mia delusione è tale anche in considerazione del fatto che su diversi forum e gruppi di Facebook italiani ho avuto modo di leggere di acquirenti del Bebop che se lo sono fatto cambiare più e più volte per difetti non meglio precisati, per averlo perso lanciandolo a quote impossibili o a distanze folli, per averlo danneggiato facendolo schiantare su edifici o ostacoli vari o averlo fatto precipitare perché sovraccaricato da pesanti batterie non originali. Qualcuno si è anche vantato di aver “trattenuto” una batteria ad ogni sostituzione del drone “che tanto nessuno controlla cosa c’è nella scatola”. Beh pare proprio che l’unico che Parrot ha deciso di dimenticare sia io, forse in quanto colpevole di scarsa furbizia.

Continuo a ritenere il Bebop un buon prodotto. Purtroppo la mia esperienza col servizio post vendita è invece stata negativa e frustrante.

Edit: il 26 marzo ho ricevuto un messaggio da Parrot Italia di cui cito qui una parte:

Salve ***,
ci scusiamo per il ritardo nel risponderle ma abbiamo dovuto leggere attentamente e studiare la sua segnalazione prima di poterle scrivere quanto segue.
Ci permetta di ringraziarla per la passione chi ci mette, e ci permetta di ringraziarla per la sua segnalazione e per come utilizza i nostri prodotti.
Non vogliamo che la sua pazienza e la sua passione non vengano premiati ed è per questo che vorremmo omaggiarla di una batteria.
Sappiamo bene che non potremo sopperire alla mancata gestione da parte dei nostri colleghi in Francia ma vorremmo comunque che fosse a lei visibile che per noi la passione che ci mette conta…eccome !!!
***
Scusandoci ancora rimarremo in attesa di un suo aggiornamento in merito
Cordialmente,
Parrot Italia
Pochi giorni dopo la batteria promessa è arrivata.
Insomma, io ed il servizio clienti di Parrot abbiamo “quasi” fatto pace.
Molto deluso dall’assistenza Parrot

Bebop rosso riparato a mie spese

Oggi, stufo di aspettare che parrot mi facesse contattare da un corriere per la restituzione del mio Bebop rosso con un motore difettoso, ho provveduto a ripararlo da me. Ho ordinato il kit di motori (purtroppo i motori non vengono forniti separatamente e sono tutti leggermente diversi) ed ho sostituito l’anteriore sinistro che dava problemi. L’operazione di sostituzione non è difficilissima:

Ho rimosso le eliche con l’apposito accessorio.

Ho tolto le due viti di fissaggio del naso in polistirolo.

Ho rimosso con delicatezza il naso in polistirolo.

Ho scollegato il cavo del motore guasto dalla scheda madre del Bebop.

Ho tagliato la fascetta che tiene bloccati i cavi dei motori anteriori.

Ho rimosso il piedino di gomma sotto al motore guasto.

Ho tolto la vite che fissava il piede sotto al motore guasto.

Ho rimosso le tre viti che tenevano il motore guasto e l’ho quindi rimosso.

A questo punto ho fissato il nuovo motore e riassemblato il Bebop eseguendo le operazioni in ordine inverso. Un breve volo di prova effettuato con successo mi ha confermato che il propblema era proprio in quel motore.

Ora il vecchio Bebop rosso può tornare a volare accanto al suo nuovo amico giallo.

Bebop rosso riparato a mie spese

Morcote

Ieri ho fatto un paio di voli sul porticciolo di Morcote, sulle rive del Lago di Lugano. Il Bebop giallo si è ben comportato malgrado qualche folata di vento mi abbia costretto a mantenere una quota piuttosto bassa. Ho avuto una disconnessione sporadica tra lo SkyController e l’iPad, ma il drone era ancora controllabile e l’ho fatto tornare a riva senza difficoltà. Stranamente ieri il GPS del Bebop ha sempre agganciato in tempi brevi a differenza del solito. Quello qui sotto è il tracciato del percorso di uno dei tre voli come registrato dalla memoria interna del Bebop:

Ho notato come volare sull’acqua comporti una difficoltà supplementare: le increspature della superficie difatti confondono la telecamera inferiore (che serve a dare stabilità orizzontale al Bebop) e quindi capita che il drone scarrocci nel senso delle onde (nel mio caso verso riva).

Dal materiale raccolto nei tre voli ho tratto questo piccolo filmato:

Morcote